CALCINCULO

11 LUGLIO | ORE 21.30 

Arena Estiva del Teatro al Parco 

per adulti

ingresso 5 € ridotto 3 € 

candidato ai premi Ubu come miglior novità italiana/ricerca drammaturgica

e come miglior progetto sonoro/musiche originali

 

di e con Enrico Castellani e Valeria Raimondi

musiche Lorenzo Scuda
direzione di scena Luca Scotton

fonico Luca Scapellato

produzione Babilonia Teatri, La Piccionaia centro di produzione teatrale

coproduzione Operaestate Festival Veneto

scene Babilonia Teatri
 

con la partecipazione di Associazione Culturale coro lirico Renata Tebaldi

www.babiloniateatri.it

Calcinculo è uno spettacolo dove le parole prendono la forma della musica. Dove la musica prende la forma delle parole.
Uno spettacolo in cui musica e teatro si contaminano e dialogano in modo incessante e vertiginoso. Viviamo un tempo ossessivo che le parole e le immagini non riescono più a raccontare da sole, la musica arriva in soccorso come una medicina e o una miccia esplosiva.
Cantami o diva dell'ira di oggi. Cantiamo sulle macerie.
Calcinculo è un avanspettacolo di illusioni che si sgretolano: fame di successo, di denaro, liberistica trasparenza, suprematismo delle leghe. Calcinculo è il delirio paranoico di un mondo che elegge a guida la paura percepita.
Mettiamo il pannolone per non dover interrompere partite planetarie contro avversari lontani mille miglia da noi che un satellite elegge a nostri amici ed avversari. Accudiamo bambole iperrealiste che non piangono e di notte non si svegliano, ma che hanno le fattezze di bambini veri. Abbiamo smesso di andare a votare, ma chiediamo che i diritti e i doveri dei nostri cani, gatti, canarini e tartarughe e criceti e conigli e porcellini d'india e pesci rossi siano sanciti dalla legge e che il tribunale si occupi della loro dignità e del rispetto nei loro confronti. Abbiamo deciso che è arcaico esprimere un'opinione all'interno di una collettività negli ambiti che ci competono, ma commentiamo qualunque notizia schermati da uno schermo.
Calcinculo è uno spettacolo che vuole fotografare il nostro oggi. Le sue perversioni e le sue fughe da se stesso.
La sua incapacità di immaginare un futuro, di sognarlo, di tendere verso un ideale, di credere. Con questo spettacolo intendiamo raccontare il mondo che ci circonda con il nostro sguardo tagliente, dolente ed ironico.
Calcinculo incarna ed esprime la nostra visione divergente del panorama mondo a partire dal nostro micromondo per arrivare ad essere specchio di scenari che ci appaiono continuamente vicinissimi e lontanissimi assieme.
Le contraddizioni che osserviamo sono prima di tutto le nostre. Attorno a noi tutto sembra così veloce da non riuscire a trattenere niente. Sembriamo dinosauri sopravvissuti alle glaciazioni.
Realtà e finzione si sovrappongono: spesso non è chiaro dove finisca la vita reale e dove inizi la sua rappresentazione e viceversa.

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